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up/Cliccare su Paradiso XXXIII.mp3 Reader/Lettore, Carlo Poli
Call up/Cliccare su Paradiso33.mp3
Lettore, Antonio Crasi
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Classics, reading in English
Empireo
DANTE ALIGHIERI

ergine Madre, figlia del
tuo
figlio,
1 tu se' colei che
l'umana
natura
4
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si
raccese
l'amore,
7
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se' a noi
meridïana
face
10
di caritate, e giuso, intra ' mortali,
se' di speranza fontana vivace.
Donna, se' tanto
grande e tanto
vali,
13
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz' ali.
La tua benignità non
pur
soccorre
16
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia,
in te
pietate,
19
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate.
Or questi, che da
l'infima
lacuna
22
de l'universo infin qui ha vedute
le vite spiritali ad una ad una,
supplica a te, per
grazia, di
virtute
25
tanto, che possa con li occhi levarsi
più alto verso l'ultima salute.
E io, che mai per
mio veder non
arsi
28
più ch'i' fo per lo suo, tutti miei prieghi
ti porgo, e priego che non sieno scarsi,
perché tu ogne nube
li
disleghi
31
di sua mortalità co' prieghi tuoi,
sì che 'l sommo piacer li si dispieghi.
Ancor ti priego,
regina, che
puoi
34
ciò che tu vuoli, che conservi sani,
dopo tanto veder, li affetti suoi.
Vinca tua guardia i
movimenti
umani:
37
vedi Beatrice con quanti beati
per li miei prieghi ti chiudon le mani!».
Li occhi da Dio
diletti e
venerati,
40
fissi ne l'orator, ne dimostraro
quanto i devoti prieghi le son grati;
indi a l'etterno
lume
s'addrizzaro,
43
nel qual non si dee creder che s'invii
per creatura l'occhio tanto chiaro.
E io ch'al fine di
tutt' i
disii
46
appropinquava, sì com' io dovea,
l'ardor del desiderio in me finii.
Bernardo
m'accennava, e
sorridea,
49
perch' io guardassi suso; ma io era
già per me stesso tal qual ei volea:
ché la mia vista,
venendo
sincera,
52
e più e più intrava per lo raggio
de l'alta luce che da sé è vera.
Da quinci innanzi il
mio veder fu maggio
55
che 'l parlar mostra, ch'a tal vista cede,
e cede la memoria a tanto oltraggio.
Qual è colüi che
sognando
vede,
58
che dopo 'l sogno la passione impressa
rimane, e l'altro a la mente non riede,
cotal son io, ché
quasi tutta
cessa
61
mia visïone, e ancor mi distilla
nel core il dolce che nacque da essa.
Così la neve al sol
si
disigilla;
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così al vento ne le foglie levi
si perdea la sentenza di Sibilla.
O somma luce che
tanto ti
levi
67
da' concetti mortali, a la mia mente
ripresta un poco di quel che parevi,
e fa la lingua mia
tanto
possente,
70
ch'una favilla sol de la tua gloria
possa lasciare a la futura gente;
ché, per tornare
alquanto a mia memoria
73
e per sonare un poco in questi versi,
più si conceperà di tua vittoria.
Io credo, per
l'acume ch'io
soffersi
76
del vivo raggio, ch'i' sarei smarrito,
se li occhi miei da lui fossero aversi.
E' mi ricorda ch'io
fui più
ardito
79
per questo a sostener, tanto ch'i' giunsi
l'aspetto mio col valore infinito.
Oh abbondante grazia
ond' io presunsi
82
ficcar lo viso per la luce etterna,
tanto che la veduta vi consunsi!

Nel suo profondo
vidi che
s'interna,
85
legato con amore in un volume,
ciò che per l'universo si squaderna:
sustanze e accidenti
e lor
costume
88
quasi conflati insieme, per tal modo
che ciò ch'i' dico è un semplice lume.
La forma universal
di questo
nodo
91
credo ch'i' vidi, perché più di largo,
dicendo questo, mi sento ch'i' godo.
Un punto solo m'è
maggior
letargo
94
che venticinque secoli a la 'mpresa
che fé Nettuno ammirar l'ombra d'Argo.

Londra,
British Library, Yates Thompson 36, fol. 190

Così la mente mia,
tutta
sospesa,
97
mirava fissa, immobile e attenta,
e sempre di mirar faceasi accesa.
A quella luce cotal
si
diventa,
100
che volgersi da lei per altro aspetto
è impossibil che mai si consenta;
però che 'l ben,
ch'è del volere
obietto,
103
tutto s'accoglie in lei, e fuor di quella
è defettivo ciò ch'è lì perfetto.
Omai sarà più corta
mia
favella,
106
pur a quel ch'io ricordo, che d'un fante
che bagni ancor la lingua a la mammella.
Non perché più ch'un
semplice sembiante 109
fosse nel vivo lume ch'io mirava,
che tal è sempre qual s'era davante;
ma per la vista che
s'avvalorava
112
in me guardando, una sola parvenza,
mutandom' io, a me si travagliava.
Ne la profonda e
chiara
sussistenza
115
de l'alto lume parvermi tre giri
di tre colori e d'una contenenza;
e l'un da l'altro
come iri da
iri
118
parea reflesso, e 'l terzo parea foco
che quinci e quindi igualmente si spiri.
Oh quanto è corto il
dire e come
fioco
121
al mio concetto! e questo, a quel ch'i' vidi,
è tanto, che non basta a dicer `poco'.
O luce etterna che
sola in te
sidi,
124
sola t'intendi, e da te intelletta
e intendente te ami e arridi!
Quella circulazion
che sì
concetta
127
pareva in te come lume reflesso,
da li occhi miei alquanto circunspetta,
dentro da
sé, del suo colore
stesso,
130
mi parve pinta de la nostra effige:
per che 'l mio viso in lei tutto era messo.
Qual è 'l geomètra
che tutto
s'affige
133
per misurar lo cerchio, e non ritrova,
pensando, quel principio ond' elli indige,
tal era io a quella
vista
nova:
136
veder voleva come si convenne
l'imago al cerchio e come vi s'indova;
ma non eran da ciò
le proprie
penne:
139
se non che la mia mente fu percossa
da un fulgore in che sua voglia venne.
A l'alta fantasia
qui mancò
possa;
142
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,
l'amor che move il
sole e l'altre
stelle.
145
Londra, British Library, Yates Thompson 36, fol. 189
1 Dante gives us an economy in
which nothing is lost, the scattered, burnt leaves of
Brunetto's misunderstood Tesoretto and likewise those
of the Sybilline Aeneid's, are gathered up and bound
in one volume of God's Creation, pagan and Christian combined.
2 Even the ship voyage metaphor of the
poem now combines the pagan God Neptune marvelling at the
Argonaut from beneath the waves with the psalm verses chanted
by Jonah, all this brought into a harmony where the
Cistercian, Latin Gregorian chanting St Bernard instead sings
a Franciscan lauda in the language of the people, in the
Italian of women and children, all included.
'DANTE VIVO'- LA COMMEDIA DI DANTE ALIGHIERI (Testo,
lectura, musica, immagini dei manoscritti):
Inferno I, Inferno II, Inferno
III, Inferno IV, Inferno V, Inferno
VI, Inferno VII, Inferno VIII, Inferno
IX, Inferno X, Inferno XI, Inferno
XII, Inferno XIII, Inferno XIV, Inferno
XV, Inferno XVI, Inferno
XVII, Inferno XVIII, Inferno XIX, Inferno
XX, Inferno XXI, Inferno
XXII, Inferno XXIII, Inferno XXIV, Inferno
XXV, Inferno XXVI, Inferno XXVII, Inferno XXVIII, Inferno
XXIX, Inferno XXX, Inferno
XXXI, Inferno XXXII, Inferno
XXXIII, Inferno XXXIV
Purgatorio
I, Purgatorio II, Purgatorio III, Purgatorio
IV, Purgatorio V, Purgatorio VI, Purgatorio
VII, Purgatorio VIII, Purgatorio
IX, Purgatorio X, Purgatorio XI, Purgatorio
XII, Purgatorio XIII, Purgatorio
XIV, Purgatorio XV, Purgatorio XVI, Purgatorio
XVII, Purgatorio XVIII, Purgatorio
XIX, Purgatorio XX, Purgatorio XXI, Purgatorio
XXII, Purgatorio XXIII, Purgatorio
XXIV, Purgatorio XXV, Purgatorio
XXVI, Purgatorio XXVII, Purgatorio XXVIII, Purgatorio XXIX, Purgatorio XXX,
Purgatorio
XXXI, Purgatorio XXXII, Purgatorio XXXIII
Paradiso I, Paradiso II,
Paradiso III, Paradiso IV,
Paradiso
V, Paradiso VI, Paradiso VII, Paradiso VIII, Paradiso IX,
Paradiso X, Paradiso XI, Paradiso XII, Paradiso XIII, Paradiso XIV, Paradiso XV,
Paradiso XVI, Paradiso XVII, Paradiso XVIII, Paradiso XIX, Paradiso XX, Paradiso XXI, Paradiso XXII, Paradiso XXIII, Paradiso XXIV, Paradiso XXV, Paradiso XXVI, Paradiso XXVII, Paradiso XXVIII, Paradiso XXIX, Paradiso XXX, Paradiso XXXI, Paradiso XXXII, Paradiso XXXIII
'Dante vivo', 1997-2016 © Julia Bolton Holloway, Carlo Poli, Società Dantesca Italiana, Federico Bardazzi, Ensemble San Felice